Bruno Mauro è nato a Latisana nel 1948 ed era ancora ragazzo quando nel 1956 si trasferì a Milano per lavorare alle Arti Grafiche Amilcare Pizzi, stamperia mitica per chi conosce la storia della editoria d’arte italiana. Da sempre appassionatamente attaccato alla macchina fotografica, ha realizzato immagini memorabili il 9 maggio del 1976, solo tre giorni dopo il tragico terremoto in Friuli. Ci vuole coraggio e un’anima nobile per attraversare dolore e disperazione, osando guardare tra macerie e distruzione, cogliendo comunque bellezza, che è autentica forza del cuore.
OPERE nello Spazio Villalta, con intervento live dell’Artista il 2 maggio alle 17:00.
LIBRI e MULTIPLI in libreria. Mostre e proiezioni dal 24 aprile al 2 maggio.
Un collage di pensieri per Shuzo Azuchi Gulliver di Lorella Giudici
Rileggendo i testi che in questi ultimi anni ho scritto per Shuzo Azuchi Gulliver, un artista che seguo da oltre trent’anni, ho raccolto qui alcune riflessioni che mi sembrano adatte a riassumere il suo mondo creativo e a focalizzare le principali tematiche entro le quali si muove.
1. L’ALFABETO DEL CORPO: «La scelta iniziale del corpo come indagine progettuale (da cui sono nate azioni performative, disegni, fotografie e forme tridimensionali) ha portato Shuzo ad analizzare le tracce storiche e contemporanee dell’esistenza per decifrarne gli archetipi e lo ha spinto a perlustrare il micro e il macro cosmo con l’intento di trovarne le leggi e le forme prime. Una ricerca e un procedere speculativi e meditativi, che hanno portato alla genesi di un nuovo alfabeto, lo hanno spinto a pensare a una personale mappatura della genetica esistenziale e hanno finito con il sottolineare l’importanza del vuoto, del tempo e dello spazio nell’evoluzione del cosmo e dell’umanità».
2. ORIENTE E OCCIDENTE IN SIMBOLI ARCHETIPI: «Frecce, triangoli, esagoni, spirali, occhi, strutture dentellate, segmenti che paiono ossa, schegge che ricordano fonemi occidentali, porzioni di ideogrammi orientali, pezzi rubati ai tanti idiomi del mondo […] sono criptiche iscrizioni di una nuova stele di Rosetta».
3. UN NUOVO CODICE VISIVO: «Attraverso fotografie, disegni, pitture, persino il menabò di un libro pubblicato a Tokyo nel 2021 (Archivio del tempo immaginario), Shuzo ha messo in piedi una vera e propria task force per debellare le cose che devastano, per scardinare costrizioni e gabbie mentali e per disfarsi di inutili zavorre».
4. IL TEMPO COME ÁNCORA DELLA VITA: «Per Shuzo è il tempo la chiave che àncora il sistema, un tempo che non ha le scansioni dell’orologio, ma quelle dell’ecosistema, un tempo da vivere in ogni sua forma, dentro al quale l’uomo ha il vantaggio della ragione, il sostegno della scienza e la salvezza nell’arte, se li sa riconoscere».
Photonovel, finanziato dal bando Creatività della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, è una collaborazione Arte – Impresa realizzata da Altreforme in collaborazione con Creaa, in partnership con il Comune di Udine, Udine Musei, la libreria Martincigh di Udine, la Cooperativa Thiel di Palmanova e il Centro Solidarietà giovani Giovanni Micesio di Udine. Oltre a Show-me, creato per Creaa, l’artista Debora Vrizzi ha realizzato Re-play, un’opera video. Entrato nell’uso televisivo italiano dagli anni ’70, il titolo enfatizza il gioco non solo inteso come metafora della relazione amorosa, ma anche come carattere fondamentale dell’arte e della conoscenza.
Esposizione di libri e documenti originali di Pasolini in Libreria Martincigh.
Dialogo sull’importante contributo della Galleria del Cavallino di Venezia nel contesto dell’arte contemporanea a partire dagli anni ’70 con accompagnamento espositivo di documenti e immagini fotografiche.
“Chi fa politica attraverso l’arte ha un obiettivo chiaro e preciso, ovvero far conoscere la realtà nella sua complessità, molto spesso annullata dalla semplificazione dei media. E chi lo fa, ma chi lo fa per davvero, finisce per esporsi molto rischiando di essere emarginato. Chi continua a fare o a pensare l’arte come un modo di abbellire il mondo, è come se andasse avanti con la testa ruotata all’indietro. Io credo che a differenza delle cosiddette regole del sistema dell’arte, l’unico artista che a mio parere si può definire politico è chi usa l’arte per raccontare i fatti della società, quelli che vive e che vede, esponendosi e prendendo una posizione in prima persona.” Sandro Mele
Sandro Mele, nasce a Melendugno (LE) il 1970. Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Vive a Roma, ha collaborato con l’artista Fabio Mauri. Il suo lavoro è partecipazione approfondita sulle attuali dinamiche politiche e sociali. Sono storie di vita quotidiana che riflettono il presente con sguardo autentico, senza contaminazioni. Video, fotografie, installazioni, ambientazioni sonore danno forma a una struttura espositiva in stretto dialogo con l’interlocutore.
From trace to Ephemeral è parte del progetto curatoriale di ricerca “Marzona Collection & Archive. Counternarratives, analogies, experimental practices, reading exercises” sviluppato da Michela Lupieri nel corso di quest’anno, che ha ricevuto il supporto del programma Italian Council (2023) e che si è svolto in collaborazione con le istituzioni Hamburger Bahnhof — Nationalgalerie der Gegenwart, Berlino; Akademie der bildenden Künste, Vienna; AdA Archiv der Avantgarden — Egidio Marzona SKD, Dresda; Trieste Contemporanea, Trieste; Libreria Martincigh, Udine.
A cura del Salotto Musicale FVG posti limitati con prenotazione obbligatoria e tesseramento.
Incontro di approfondimento: conversazione con Gianpaolo Peres e Sumeet Anand Pandey.
Presentazione del libro di Manni Editori.
Presentazione del libro di Franco Corleone. In dialogo con Andrea Zannini, professore di Storia Moderna all’Università di Udine e Gianni Ortis, presidente dell’Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione di Udine.
Via Gemona 40, 33100 Udine
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Orari: martedì – sabato
10:30–12:30 16:00–19:00